Ricordo a tutti che ho registrato il dominio per questo blog … http://blog.raccontiperduti.it
Da oggi tutti i nuovi post saranno pubblicati direttamente là … quindi è ora di reimpostare il link dei preferiti e a breve inserirò anche il feed RSS (per oggi venite sul sito che sto aggiornando l’account FeedBurner) … Lo spostamento avviene per aver maggior libertà di aggiornamento e gestione del blog stesso, dai plugin alle variazione sul tema (che per ora rimane invariato).
Ci vediamo di là, mi raccomando …
Il Bardo
Qualche giorno fa abbiamo inaugurato con IRON MAN il piccolo spazio dedicato all’approfondimento e all’analisi di ciò che la “maschera” supereroistica vuole e può significare per i vari personaggi del Marvel Universe. Nella news odierna ci soffermeremo su uno dei personaggi più belli e affascinanti dell’intero panorama fumettistico: DEVIL.
L’avvocato cieco di Hell’s Kitchen è ormai da qualche anno un’icona del fumetto Marvel. Nato dal genio di Stan Lee che volle porre uno dei suoi “supereroi con superproblemi” dinanzi all’ostacolo supremo, ovvero un handicap fisico, nonostante l’originalità della sua caratterizzazione per anni non riuscì a ritagliarsi un ruolo di primo piano, almeno fino all’avvento di Frank Miller, l’uomo che riuscì a un tempo a far entrare Daredevil nel mito, ed egli stesso con lui.
Di giorno è un uomo di legge, ma di notte la infrange. Assicura i criminali al giudizio della società, salvo poi ergersene a unico giudice, giuria e carnefice.
Devil è un Uomo senza Paura; ma un uomo che non teme nulla è fondamentalmente un uomo che non ha nulla, nulla da perdere. Consiste forse in questo nulla, in questa silenziosa e inestinguibile rabbia la malinconia e la tristezza di Matt Murdock?I suoi occhi ci appaiono perennemente chiusi, eppure al di sotto delle palpebre si direbbe quasi che talvolta egli stia piangendo. Dovere e volere, imperativo e volontà. Giustizia. Vendetta. Ma dove trova spazio in tutto questo la felicità?
Un personaggio antitetico Matt Murdock, sempre sull’orlo del precipizio, sempre fermo a oscillare su quella linea così sottile che separa il bene dal male, l’eroe dal mostro.
È un miracolo che non sia un criminale, Matt Murdock. Avrebbe tutte le scuse e le attenuanti del caso per esserlo: nato e cresciuto nella povertà di un quartiere brutalizzato dalla malavita, un padre che gli insegna solidi valori ma che perisce ferocemente assassinato proprio per essersi dimostrato a essi fedele, un’infanzia trascorsa nei bassifondi e nella violenza.Del criminale Matt ha tutte le caratteristiche peculiari. Spesso lo troviamo descritto come il classico furfante nato, un teppista di strada con una particolare inclinazione per le risse. Bugiardo e pericoloso, ipocrita, dotato di una sovrumana predisposizione alla violenza; il Diavolo Rosso di Hell’s Kitchen è uno dei personaggi più controversi del Marvel Universe. Nonostante tante disgrazie occorse nella sua vita, non è un personaggio che si riesca con molta facilità a compatire. Anzi. Risulta sicuramente più facile deprecare i suoi atteggiamenti, censurarli, provare antipatia, forse anche rabbia nei suoi confronti. La “cecità” di Murdock, il suo reale handicap, non è certamente quello fisico. Sappiamo come le radiazioni lo abbiano dotato di supersensi capaci di supplire magistralmente alla mancanza della vista.
Matt è cieco in ben altri ambiti. Nonostante la sua capacità di leggere letteralmente i battiti del cuore delle persone, egli spesso non riesce a comprenderle. Quante volte la sua durezza e il suo rigore si sono fatte intolleranza? Quante volte la giustizia è divenuta vendetta, un soprabito che la sua morale ha indossato solo per giustificare la sua collera? Matt è cieco e prigioniero di se stesso, prigioniero dei suoi dogmi e delle sue ipocrisie.
Ma questo non fa che renderlo ancora più caro al lettore, dal momento che quest’uomo, pur afflitto da una vita spietata e da mille debolezze, ha sempre rifiutato con coraggio di diventare una vittima. Questa è la più grande vittoria dell’Uomo senza Paura, quella di non essersi mai piegato a un destino che lo voleva sconfitto. C’è qualcosa di forte dentro Matt, qualcosa che nasce dalla tragedia, che il tempo tempra battendone la solidità sull’incudine della coscienza, e che viene poi affinato, sublimato da una disciplina rigorosa e impeccabile.
È quel qualcosa che lo rende unico, che lo rende supereroe: la capacità di riuscire a tenere a freno il mostro efferato e assetato di violenza che si annida nei più profondi recessi della sua anima, e di costringerlo, quasi sempre, a servire una forma di giustizia più “alta” della vendetta.

Qualche giorno fa abbiamo inaugurato con IRON MAN il piccolo spazio dedicato all’approfondimento e all’analisi di ciò che la “maschera” supereroistica vuole e può significare per i vari personaggi del Marvel Universe. Nella news odierna ci soffermeremo su uno dei personaggi più belli e affascinanti dell’intero panorama fumettistico: DEVIL.

