La locanda dei Racconti Perduti











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Il Bardo

Fonte Paninicomics.it
Chi ha detto che la storia non si fa con i “se”? Quella dei libri e quella degli uomini forse, ma non quella della Casa delle Idee!
Direttamente dal Wizard World di Chicago arrivano le prime indiscrezioni sul progetto di realizzare una serie di “What if?” con protagonisti i principali eventi Marvel degli ultimi anni, veramente molto gustosi, e che ci accingiamo a riassumervi brevemente:

- Avete mai pensato a cosa sarebbe potuto succedere se, durante World War Hulk, la mente del Dottor Banner fosse riuscita a prendere il controllo del Gigante Verde? La parola a Greg Pak!

- Tutti conosciamo il doloroso epilogo della Guerra Civile. E se un altro epilogo, altrettanto doloroso, avesse trovato il proprio compimento? Se fosse stato Tony Stark a morire? L’arduo compito di illuminarci a Marc Sumerak e Trevor Goring!

- Un giorno la più potente maga della Terra, Wanda Maximoff, decise di cambiare il mondo. E con la sola forza del pensiero lo cambiò. Immaginate un mondo completamente privo di super-poteri, un mondo “normale”, in cui l’unico eroe possibile e pensabile è un eroe senza poteri… Brian Reed e Jim McCann ci narreranno dell’ultimo campione della Terra, Iron Man!

- Con Back in Black abbiamo assistito a un Peter distrutto, avvelenato dall’odio, mai così oscuro prima d’ora. Comprensibile, dato che un cecchino aveva colpito a morte la seconda persona più cara della propria vita… E se stavolta colpisse la prima? Di Steven Grant e Gus Vasquez.

- Cosa ne sarebbe dell’Universo Marvel, se il Dottor Destino avesse mantenuto per sé il potere cosmico sottratto all’Arcano in Secret Wars? La risposta da Karl Bollers!

- E infine, avevate mai pensato che i Runaways avrebbero potuto benissimo diventare i Giovani Vendicatori? Scopriremo questa possibilità nel sesto “What if?” della serie, a opera di C.B. Cebulski e Patrick Spaziante!

E poi si dice che il fumetto americano stia vivendo un calo di idee… Oggi soltanto un accenno, ma continuate a seguirci, perché la smentita ufficiale a questo assunto arriverà direttamente nelle vostre case, ogni mese, sulle testate MARVEL ITALIA!

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Il Bardo

Fonte Il giornale di Sergio Bonelli Editore
TRA LE NUMEROSE USCITE ESTIVE, ARRIVANO TRE GRANDI BRIVIDI: IL RITORNO DI BRAD BARRON, IL CENTESIMO NUMERO DI DAMPYR E IL SECONDO DYLAN DOG COLOR FEST!

Cari amici, i mesi di luglio e agosto tanto attesi da chi si appresta a iniziare una vacanza (oppure, per male che vada, a progettare una serie di week-end “fuori porta”) rappresenta, invece, per noi di via Buonarroti una sorta di ansiosa corsa alla conclusione di molti progetti messi in cantiere nei mesi scorsi. Già, perché, nel periodo estivo, proprio contando sull’aumento del tempo libero legato alle tradizionali ferie, la Casa editrice affianca alle uscite abituali tutta una sfilza di albi più o meno speciali. Un esempio? Per la gioia mia e dei cinquantamila lettori che hanno accolto con disappunto la chiusura (prevista sin dall’inizio, comunque) della mini-serie di Brad Barron, farà la sua comparsa in tutte le edicole il primo di quei volumi “supplementari” che vi avevamo promesso scrivendo la parola fine sul n. 18 della già citata mini-serie. Il nuovo tuffo nella fantascienza volontariamente “datata” anni Cinquanta ha rappresentato, per me, un momento di piacevole lettura e sono felice che Tito Faraci, entusiasta autore di Brad Barron, prosegua il suo impegno offrendoci semestralmente nuove, corpose avventure del coraggioso cacciatore di Morb. Con altrettanta soddisfazione e altrettanto orgoglio, vi anticipo l’uscita del centesimo albo di Dampyr che, come vuole una nostra abitudine, è interamente a colori; ragazzi, con i tempi che corrono, raggiungere il traguardo dei 100 numeri, credetemi, rappresenta un vero record! Come non esprimere, dunque, i miei complimenti ai due creatori, Mauro Boselli & Maurizio Colombo? Conquistato, come un ragguardevole esercito di lettori, dalla sua nuova “formula”, ho molto apprezzato il secondo numero del Dylan Dog Color Fest che anche quet’anno mette insieme uno staff di autori composto non soltanto da nomi già noti ai lettori dylaniati (Paola Barbato, Angelo Stano, Nicola Mari, Pasquale Ruju, Giovanni Gualdoni e Alessandro Bilotta), ma annovera anche due “guest stars” come Roberto De Angelis e, al suo debutto in Casa Bonelli, Carmine Di Giandomenico. Prestigiosissimo “ospite d’onore” è il copertinista, Tanino Liberatore, il riconosciuto maestro cui si devono, fra l’altro, fumetti, illustrazioni per riviste e dischi, costumi per alcune opere cinematografiche. Ben altri record può vantare lo Speciale Martin Mystère, che ha raggiunto l’invidiabile numero 25, inseguito da un Maxi Zagor arrivato alla sua decima edizione, e dallo Speciale Brendon che, pur essendo stato “varato” soltanto qualche anno fa, conferma, con il sesto numero, il suo buono stato di salute. E come potrei dimenticarmi di uno dei miei periodici preferiti? L’Almanacco della Fantascienza 2008, ulteriormente impreziosito dalla recente conquista del colore, mi consente di chiudere con orgoglio questa lista. Tutti i titoli dedicati agli altri nostri personaggi, compresa la seconda uscita della mini-serie dedicata all’Investigatore dell’Arte Jan Dix, potrete scoprirli da soli “viaggiando” fra le pagine di questo giornale telematico. Buona lettura, dunque!

Sergio Bonelli

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Fonte Fantascienza.com

Lo ha annunciato il suo creatore, la nuova stagione sarà un ritorno alle origini. Anche Sylar – Zachary Quinto – tornerà a pieno titolo tra i protagonisti


Tim Kring, il creatore di Heroes, ha rivelato molti particolari sul futuro della serie, durante la cerimonia di presentazione dei Saturn Awards, in cui ha ricevuto il premio per il miglior dvd di una serie tv.

“Una delle cose che questo volume — come vengono chiamate le stagioni di Heroes farà, sarà tornare alle domande che la serie si era posta nella prima stagione.”

Per i personaggi sarà quindi tempo di approfondire i misteri che hanno accompagnato la loro evoluzione, domande tipo, chi sono io? cosa mi sta succedendo? a cosa sono connesso? da dove arrivano questi poteri?

Come accaduto nelle due precedenti stagioni, anche questa sarà divisa in volumi, il primo dei quali sarà intitolato Villains, e sarà focalizzato sulla natura del bene e del male, dice Kring.

“La nostra idea è che i personaggi cominceranno a dividersi in buoni e cattivi. Farà parte della loro natura scegliere come usare i poteri e cosa farne. In breve tempo, i protagonisti si troveranno ad affrontare il dilemma su come usare i loro poteri, in modo eroico o negativo.”

Aggiunge anche che Sylar continuerà a far parte integrante della serie.

Originalmente scomparso dalla trama a causa degli impegni di Zachary Quinto sul set di Star Trek, era previsto addirittura che fosse cancellato del tutto nella seconda parte della stagione due (che ora diventa invece l’inizio della 3).

Ma l’effetto collaterale dello sciopero degli sceneggiatori è stato che quella parte non è stata realizzata affatto e che nel frattempo Quinto è tornato disponibile per la serie.

“Non abbiamo intenzione di dire addio a Sylar” conclude Kring, “per noi è una grossa opportunità riaverlo indietro e, dopo essere scomparso per quasi tutta la stagione 2, lo riavremo a tempo pieno nella seire.”

La terza stagione di Heroes debutterà sulla NBC il 22 settembre e sarà l’inizio di una calda stagione televisiva.

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fonte cineblog.it
Wanted – Scegli il tuo Destino (Wanted, Usa, 2008) di Timur Bekmambetov; con Angelina Jolie, James McAvoy, Morgan Freeman, Thomas Kretschmann, Terence Stamp, Chris Pratt, Lorna Scott, Common.

Wesley Gibson è uno dei tanti 25enni depressi, ipocondriaci e sotto psicofarmaci, con un lavoro da impiegato insoddisfacente, una capa insopportabile e una ragazza che lo cornifica con il migliore amico. Fino a quando una misteriosa donna irrompe a suon di proiettili nella sua patetica vita, confidandogli la vera natura del padre, spietatissimo killer morto ammazzato il giorno prima, e per questo ora da vendicare.

Wesley entra così dalla porta principale nella Confraternita, secolare lega di assassini dotati di poteri ultrasensoriali e di impressionanti qualità fisiche, il cui compito è quello di portare a termine gli ordini del Telaio del Fato, arcaica macchina che nomina i ‘cattivi’ da dover eliminare senza se e senza ma, al motto di: è meglio ucciderne uno e salvarne mille. Peccato che non tutta la verità è stata raccotata a Wesley, che dovrà imparare presto a non dover chiedere più scusa a nessuno…

Dopo esser entrato nella storia del cinema russo con I guardiani del giorno e della Notte, il kazako Timur Bekmambetov approda finalmente ad Hollywood, mostrando immediatamente tutti i suoi immensi pregi e ripetuti difetti. Tratto da una graphic novel di Mark Millar, Wanted ne prende clamorosamente le distanze, discostandosi totalmente o quasi dall’originale su carta, rischiando di far storcere la bocca a tutti quei fans che hanno amato il fumetto originale.

Volutamente eccessivo, eccentrico, ironico ed autoironico, violentissimo e a dir poco adrenalinico, il film è un concentrato di action all’ennesima potenza, che strizza mostruosamente l’occhio a Matrix. Rallenty e Bullet Time come se piovessero, acrobazie folli e punti di vista incredibili, per un risultato finale che rischia di dividere nettamente il grande pubblico, tra appassionati pronti alla venerazione e infastiditi pronti alla stroncatura.

Timur Bekmambetov è indubbiamente un talento visionario di primo ordine. Ci sono alcune idee e alcune inquadrature che valgono da sole il prezzo del biglietto, anche se la sensazione del già visto, e soprattutto il ricordo del primo storico capitolo dei Wachowski, torna continuamente a farsi sentire, scena dopo scena. E’ un virtuoso della cinepresa, ama sorprendere e soprattutto esagerare, finendo alla fine probabilmente per accontentare pienamente tutti quegli appassionati del genere che questo chiedono e vogliono vedere da un film simile.

Dalla prima parte, che ci introduce nella tristissima vita di Wesley, alla seconda, che vedrà lo stesso Wesley entrare prima nella Confraternita per poi passare all’estenuante addestramento fisico, mentale e tecnico, arriviamo all’ultima, capace di schizzare in alto con un buonissimo colpo di scena, seguito dal pirotecnico finale.

Stupisce come ci si sia scostati completamente dalla graphic novel, prendendo completamente un’altra strada, a partire dagli attori. Se Millar, infatti, aveva disegnato i suoi personaggi principali pensando ad Halle Berry ed Eminem, Timur Bekmambetov si è affidato ad Angelina Jolie e James Mc Avoy, capaci comunque di passare a pieni voti il difficile esame.

McAvoy è una piacevole sorpresa, tra attacchi d’ansia in ufficio e inseguimenti a 200 all’ora tra le strade di Chicago, mentre Angelina è la solita splendida conferma. Quando si trasforma in bad girl è semplicemente irresistibile, e forse la migliore su piazza, nel genere, che in questo momento Hollywood si possa permettere. Ai due si affianca il solito perfetto mentore Morgan Freeman e un misterioso Terence Stamp, che avrà molto probabilmente una parte fondamentale nel sequel, a questo punto scontato, visto il successo al boxoffice Usa.

Intrigante e affascinante l’idea del Telaio del Fato, vero e proprio protagonista della pellicola. Un’arcaica struttura capace di determinare il fato e il destino dei cittadini del mondo. Un difetto nella stoffa di questo Telaio segnala un difetto nel mondo, che bisogna immediatamente correggere. Il fato indica la persona da uccidere affinchè possa essere riprestinato l’equilibrio, attraverso fili saltati, corrispondenti a un codice binario, successivamente convertito in un testo che emette una sentenza di morte, da eseguire il prima possibile.

La Confraternita, nata secoli prima, proprio di questo si occupa. E’ chiamata a mantenere l’equilibrio del mondo, seguendo gli ordini del misterioso Telaio del Fato. Attorno a quest’interessante idea ruota tutto il film, che paradossalmente trova i suoi maggiori difetti negli effetti speciali, di bassa lega e troppo visibili, affiancati però da ottime scene d’azione, poco credibili nella loro follia ma comunque ben realizzate.

Un film molto particolare, consigliato ad un certo tipo di pubblico, amante dell’action e dell’eccesso, e da prendere con le molle da parte di tutti quelli che hanno amato la graphic novel originale, visto quanto ci si è allontanati da essa. Chi vive il cinema pensando ai pop corn da divorare e ai litri di coca cola da ingurgitare, tra una pistolettata, una scazzottata, un inseguimento mozzafiato e un treno che deraglia in una scarpata, allora che corra pure in sala, perchè questo è il film adatto ai suoi gusti.Per tutti gli altri, invece, che storcono la bocca di fronte a prodotti di questo tipo, figli della Mtv Generation, che evitino proprio di andare al cinema, visto che rischierebbero di uscire dalla sala con una terribile emicrania.

Sicuramente non un capolavoro, ma indubbiamente un divertente frullato ormonale di 120 minuti, che vi farà dire ‘mi dispiace’ per almeno una settimana… provare per credere!

Voto Federico: 6,5

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Fonte cineblog.it
ken il guerrieroScommetto che i fans di Ken il Guerriero non stanno più nella pelle. Sarà infatti nelle sale, dal 4 luglio, il film sul loro eroe con la director’s cut di La leggenda di Hokuto diretto da Takahiro Imamura.

Oggi vi regaliamo alcune chicche sul film con la trama, curiosità, retroscena ed un piccolo viaggio nel passato. Pronti?

“Tu ormai sei morto”: Sono trascorsi 25 anni dalla prima volta in cui si sentì pronunciare questa battuta in TV. Era la serie animata “Ken il guerriero” (Hokuto no Ken), tratta dall’omonimo fumetto (1983) creato dal duo Buronson e Tetsuo Hara (con più di 1 milione di copie vendute ed ancora oggi nella top ten dei più venduti).

kenshiroIn passato, gli autori Buronson e Tetsuo Hara, per via della serializzazione della storia del loro fumetto, decisero di concentrarsi quasi esclusivamente sull’aspetto ‘action’ della vicenda, tralasciando così episodi che avrebbero messo troppo a nudo il lato sentimentale e il profilo psicologico dei guerrieri, evitando così il rischio di distogliere l’attenzione dallo sviluppo più prettamente eroico e combattivo delle avventure del protagonista Kenshiro.

Oggi, a 25 anni di distanza, è stata scritta una nuova saga che riprende le vicende narrate nella prima serie dando finalmente spazio a quegli episodi lasciati da parte, evidenziando anche il profilo psicologico dei personaggi e realizzando battaglie spettacolari con incredibili effetti visivi. Questa imponente battle saga si svilupperà in 5 capitoli-lungometraggi, ognuno dei quali sarà raccontato dal punto di vista di uno dei suoi leggendari protagonisti:
“Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto” Director’s Cut, “Ken il guerriero – La leggenda di Julia”, “Ken il guerriero – La leggenda di Raoul”, “Ken il guerriero – La leggenda di Toki” e infine “Ken il guerriero – La leggenda di Kenshiro”.

Horie stesso ha dichiarato di aver aggiunto ben due scene che nella prima versione del lungometraggio erano state eliminate e di aver modificato e migliorato circa la metà delle scene.

PER ORIENTARSI NEL MONDO DI KENSHIRO
CORPO – SPIRITO – STELLE

L’AMBIENTAZIONE
Alla fine del 21° secolo la terra è sconvolta da un terribile conflitto nucleare che ha portato tutte le civiltà al collasso sociale ed ambientale. Le bande saccheggiano e assalgono gli insediamenti dei sopravvissuti. Gli eredi di due antichissime scuole di arti marziali ancestrali, la Divina Scuola di Hokuto e la Sacra Scuola di Nanto, sono i protagonisti degli eventi narrati nella saga e i loro destini determineranno le sorti dell’intera popolazione mondiale. Il potere ormai non risiede nella tecnologia e nelle armi, ma nello spirito.

Tre scuole, HOKUTO, NANTO e GENTO “basano la loro forza sulla relazione corpo/spirito/stelle, come a voler testimoniare che l’operato dell’uomo viene regolato da un destino immanente. ”

In breve la narrazione si sviluppa come “un’energetica […] allegoria della durezza dell’esistenza umana nel mondo post-moderno […], una visione fantasiosa, romanzata e crittografata dei mille problemi sociali causati dall’omolgazione e dalla normatività del sistema sociale nipponico […].”

ken il guerriero2

LA DIVINA SCUOLA DI HOKUTO – Pugno Divino dell’Orsa Maggiore
L’Hokuto Shinken, il Pugno Divino dell’Orsa Maggiore, è l’arcano e micidiale kenpo (arte marziale giappone e di origine cinese, di combattimento senz’armi) in grado di distruggere dall’interno il corpo del proprio avversario, provocando uno shock nei punti segreti di pressione presenti all’interno dell’apparato circolatorio, tramite la concentrazione in un unico colpo di tutta l’energia di colui che sta per scagliarlo. L’arte del combattimento della Divina Scuola di Hokuto si ispira ai principi orientali dell’agopuntura e le relazioni sono regolamentate dal codice d’onore della tradizione millenaria dei samurai.

A causa dell’incredibile forza distruttiva di queta tenica ancestrale, essa può essere esclusivamente tramandata da padre in figlio. Ryuuken è il custode di questa tecnica e non avendo figli decide di adottarne tre: Kenshiro, Raoul e Toki.
Attraverso Kenshiro e i suoi due fratelli maggiori Raoul e Toki, la storia millenaria della Divina Scuola di Hokuto si sta apprestando a vivere la sua epoca d’oro.

Tuttavia, i tempi mostrano segni di una tensione acuta e sta per avere inizio una nuova epoca di guerre: gli scontri tra le etnie e le religioni, la brama di supremazia delle nazioni più potenti su quelle più deboli, la follia senza fine dell’umanità conducono alla distruzione totale. Il mondo viene avvolto dalle fiamme di una grande guerra nucleare. I mari si prosciugano, la terra si squarcia, ogni forma di vita sembra ormai scomparsa; tuttavia. Tutte le civiltà crollano e la violenza prende il sopravvento in un mondo in cui agli indifesi spetta solo la morte.
La gente non può fare altro che continuare a pregare e a sperare nell’arrivo di un salvatore”… Kenshiro.

kenshiro2Le tecniche di Hokuto
Tecnica del KEIRAKU HIKO- colpire i punti segreti: incanalando l’energia nei punti vitali dell’avverario si riesce a sconfiggerlo facendolo esplodere dall’interno. La stessa tecnica può essere utilizzata per curare malattie e ferite.

Uso dell’AURA COMBATTIVA (toki): l’aura si rafforza attraverso la tristezza generata dalle ingiustizie del mondo e rende il corpo duro e in grado di guarire da ferite letali.

Tecnica della RIGENERAZIONE ATTRAVESO IL NULLA: massima espressione della scuola, questa tecnica consente di acquisire tutte le tecniche dell’avversario sconfitto e di divenire invulnerabili.

Gli eredi di Hokuto
Ken si sobbarca innumerevoli fatiche trasformandole in forza, e queste lo rendono, non soltanto di nome, ma anche di fatto, l’uomo perfetto per il ruolo di erede e tramandatore dell’Hokuto Shinken.

Toki, ammalatosi per essersi esposto alla cenere radioattiva per salvare la vita di Ken, utilizza l’Hokuto Shinken nel campo della medicina per curare le persone ferite e malate.

Raoul, chiamato il ‘terrificante Re del Pugno’, appare grazie alla sua forza immensa come il ‘dominatore del mondo’ e il ‘ripristinatore del giusto ordine’. Trascorre i suoi giorni tra battaglie e massacri, attendendo il momento in cui riuscirà a portare a termine la conquista di ogni territorio.

Raoul può contare sul’appoggio di Souga, un valoroso condottiero e leale amico di infanzia, e sulla sorella minore di quest’ultimo, Reina, comandante della Guardia Personale del Re. Entrambi desiderano la vittoria suprema per Raoul, nei confronti del quale hanno una stima sconfinata, soprattutto Reina, che per amore dello stesso Re attraversa le terre più impervie a cavallo del suo bianco destriero brandendo la sua spada affilata nei più pericolosi e sanguinosi campi di battaglia…

LA SACRA SCUOLA DI NANTO
Mentre l’arte della scuola di Hokuto consiste nel sconfiggere il nemico dall’interno, Nanto è in grado di distruggere ogni cosa dall’esterno: trapassare il nemico facendolo a pezzi. Esistono diverse sottoscuole e numerosissime tecniche; i maestri si contraddistinguono per agilità e velocità sovraumane. Guidato dalla Stella del Comando, Sauzer, il sacro imperatore, è il più potente maestro della scuola di Nanto.

L’identità dei personaggi si rifà da un punto di vista iconografico “ad alcune famose identità: Ken appare alle volte un Sylvester Stallone nella fisionomia e un Bruce Lee nelle movenze, Toky è una rappresentazione salvifica di un Gesù ispirato dalla filosofia più che da un messaggio religioso, Raoul è invece una concentrazione dell’Arnold Schwarzenegger più oscuro e i predoni sembrano usciti dai film del ciclo di Mad Max”.

Trama del film:
Primo capitolo della saga “Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto – Directo’s Cut” si svolge sullo sfondo di una società sconvolta dagli attacchi nucleari e costretta a sopravvivere nella speranza dell’arrivo di un nuovo salvatore che possa riportare la pace e la prosperità. Kenshiro combatte per difendere chi si trova in difficoltà, grazie alle tecniche di combattimento imparte nella scuola di arti marziali “Divina scuola di Hokuto”, di cui ne è l’erede. L’arte del combattimento si ispira ai principi orientali dell’agopuntura e le relazioni sono regolamentate dal codice d’onore della tradizione millenaria dei samurai.
Il fratello maggiore di Ken, il re Raoul, assetato di potere, sfrutta gli stessi insegnamenti per cercare di conquistare il mondo; mentre il terzo fratello, Toki, con le sue doti curative aiuta la popolazione in preda al caos e alle barbarie del temibile Sauzer, della scuola di Nanto.

I tre fratelli si troveranno riuniti, grazie all’aiuto della valorosa Reina, per combattere Sauzer, ma solo Ken sarà chiamato allo scontro finale…

- Credits not contractual -
Luca di Martino in “Mazinga Nostalgia – Storia, valori e linguaggi della Goldrake Generation”, Marco Pellitteri, King Comics Srl, Roma, 2002, p.402.
“Mazinga Nostalgia – Storia, valori e linguaggi della Goldrake Generation”, Marco Pellitteri, King Comics Srl, Roma, 2002, p.190.
Luca di Martino in “Mazinga Nostalgia – Storia, valori e linguaggi della Goldrake Generation”, Marco Pellitteri, King Comics Srl, Roma, 2002, p.402.

Grazie alla Mikado Film per il materiale fornito.

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