La locanda dei Racconti Perduti











{6 Luglio, 2008}   2ND BARRAGE

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Ci vediamo di là, mi raccomando …

Il Bardo

Fonte Paninicomics.it
La città di Roanapur è scossa da una serie di omicidi violenti e, a complicare ancora di più la situazione, c’è il fatto che a essere presi di mira non sono le persone normali bensì i membri dei clan criminali! I leader dei gruppi mafiosi non stanno di certo a guardare e, guidati da Balalaika, iniziano a indagare per capire chi è che li sta attaccando. Ben presto le ricerche danno i loro frutti: i colpevoli sono Hansel e Gretel, due giovanissimi fratelli che la vita ha trasformato in spietate macchine di morte. La caccia all’uomo che si scatenerà per le strade della città coinvolgerà non solo gli uomini dell’Hotel Moscow ma anche Revy e Eda, la bionda suora membro della Chiesa della violenza!

Dopo il successo della prima stagione torna BLACK LAGOON con 2nd Barrage, dodici nuovi episodi con il proseguo delle avventure della Lagoon Company, l’agenzia tuttofare creata da Rei Hiroe. Ancora più azione, combattimenti mozzafiato e personaggi sempre più carismatici hanno resto questa serie prodotta da MADHOUSE un cult tra gli anime fan di tutto il mondo!

BLACK LAGOON 2ND BARRAGE DVD 1
DVD, Episodi 1-4, Euro 24,90
TITOLO ORIGINALE: Black Lagoon 2nd Barrage
NAZIONE: Giappone
GENERE: Anime
DURATA: 4 episodi da 25 min.
REGIA: Sunao Katabuchi
AUDIO: ITA 5.1 e 2.0, GIAP 2.0
SOTTOTITOLI: Italiano

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Il Bardo

ATTENZIONE! QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SUL FILM WANTED!

Quasi un anno fa girovagando per la rete (come mio solito) mi imbatto in una notizia … Wanted … la graphic novel di Millar … al cinema …

OK … prima reazione … MA VIENIIII … gioia e tripudio … iperventilazione (reputo Wanted uno dei fumetti più particolari ed esaltanti della mia collezione)

poi però mi siedo … e rifletto un attimo …

Ma dai, come è possibile che fanno Wanted? Iper-scorretto, iper-violento … l’ho adorato proprio per essere stato un fulmine a ciel sereno nel mondo happy-ending dei fumetti. Quindi la gioia si è sedata e ha lasciato spazio alla mia proverbiale diffidenza … diffidenza che è diventata sempre più consolidata ad ogni trailer e spoiler sul film che circolava …

Guerrieri del fato … giustizieri … confraternita del destino … mmmmm … queste informazioni mi lasciavano sempre più perplesso … ma non sono mai caduto nello sconforto … perchè ero diffidente anche su 300 e sin city (rivelatisi invece poi fedelissimi) … quindi armato di ogni buona speranza che sono riuscito a rastrellare nel mio animo diffidente sono andato al cinema a vedere Wanted.

Arrivo al cinema con una decina di minuti di anticipo sull’inizio dei trailer, è una prassi che seguo con scrupolo da diverso tempo, mi permette di valutare dove prenderanno posto i casinisti ed eventualmente riuscire a spostarmi per tempo, inoltre amo i trailer al cinema, alla fine di ognuno rimani in trepidante attesa per capire se ne stia iniziando uno nuovo o se invece inizi proprio il film …

… ecco ieri mi è successa una cosa incredibile, iniziano i trailer … per primo Batman: The Dark Knight (il cavaliere oscuro), Hellboy II The Golden Army, la Mummia III, e poi un trailer lunghissimo di cui non ricordo il titolo, che parlava di un ragazzo sfigato che viene ingaggiato da un gruppo di bounty killers che vivono in un castello e che prendono ordini da … udite udite … un telaio magico … e lui (il ragazzo non il telaio) per allenarsi doveva prendere al volo una spoletta (di un telaio minore, da grande forse sarà lui il capo dei telai …) … alla fine poi dopo cinque minuti che si allena con la spoletta (credo sia magica visti i risultati) uccide tutti grazie all’aiuto di centinaia di topi (qui tra il castello, il telaio magico e i topini ho pensato che il film fosse cenerentola …).

Ora … io a questo punto ero stufo di vedere trailer, e mi aspettavo che iniziasse Wanted … con la sua carica di ultra violenza e esasperante scorrettezza … invece si accendono le luci e tutti se ne vanno … io sono un po’ incredulo e non capisco, perchè non fanno il film? però alla fine arriva anche la maschera e mi manda via …

… giuro non mi era mai successa una cosa simile … 2 ore di trailer e non mi hanno fatto vedere il film per cui ho pagato … qualcuno di voi è andato a vedere Wanted? Me lo racconta?

Grazie …

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Il Bardo

Fonte Il Sussidiario.net
Il Cavaliere oscuro
di Christopher Nolan con Christian Bale, Heath Ledger, Aaron Eckhart, Gary Oldman

Forse solo Christopher Nolan (già regista di film inquietanti come Memento, Insomnia, e The Prestige) poteva osare di spingersi fino al punto di cambiare così sottilmente e al tempo stesso radicalmente l’immagine di Batman. Nato come fumetto alla fine degli anni ’30 dalla matita di Bob Kane per l’americana DC Comics, Batman sembrava destinato a scomparire negli anni ’80. Prima sopraffatto (come Superman) dalla nascita dei nuovi eroi Marvel (l’Uomo Ragno, i Fantastici 4, Hulk e così via), poi dal fatto che i supereroi americani in molti paesi cedevano il passo a nuovi personaggi prodotti in loco (dai manga giapponesi fino agli italianissimi Martin Mystere o Dylan Dog), Batman pagava anche l’invecchiamento di un immagine che il tempo aveva logorato, fino a farlo apparire ridicolo o trash (vedi i telefilm degli anni ’70).
Poi arrivò Frank Miller, un disegnatore cresciuto nella Marvel (suoi sono ad esempio, Daredevil e Elektra), e Batman divenne “Il cavaliere oscuro”: più vecchio, più disincantato, e che soprattutto si muoveva in un mondo che non era più quello del “sogno americano”, ma in un ambiente corrotto e violento, dove anche la vittoria sui criminali sapeva sempre di amaro. Il fumetto di Miller fu di ispirazione anche per un regista come Tim Burton, che portò sul grande schermo i primi due film della serie (Batman e Batman – Il ritorno), che opponevano al supereroe due tra i più ricordati dei suoi avversari: il Joker e il Pinguino. Burton ha accentuato l’immagine “notturna” dell’Uomo Pipistrello e di Gotham City, la sua città, riportando Batman a quel successo ormai impensabile per i supereroi e aprendo così la strada, grazie anche al perfezionamento degli effetti speciali, agli attuali successi cinematografici di tutti i personaggi della Marvel.
Tralasciando i dimenticabili due film diretti da Joel Schumacher, che segnarono una battuta d’arresto (fino a far dubitare la Warner Bros dell’opportunità di fare ancora film sull’Uomo Pipistrello), l’essersi affidati a Christopher Nolan si è dimostrata una mossa vincente. Nolan, già da Batman Begins e in questo Il Cavaliere oscuro dimostra di avere il perfetto controllo di una produzione da 150 milioni di dollari: azione, effetti speciali, cast, dialoghi, attori, ed è capace di ricreare atmosfere che ricordano capolavori di degli anni addietro (da Arancia meccanica a Heat – La sfida a la saga de Il Padrino, solo per fare qualche esempio). Tutto il film è calibrato in modo da acuire lo sgomento dello spettatore, e lo si vede fin dalla scena iniziale della rapina in banca: perfettamente ritmata, come una danza, e che definisce in modo agghiacciante che razza di criminale Joker sia (e quanto sia efficace lo scomparso Heath Ledger nell’interpretarlo). Ma quello che sorprende maggiormente (e qui sta il talento che Nolan dimostra in ogni suo film) è l’approfondimento psicologico dei personaggi. Proprio come gli dei dell’antica Grecia erano gli archetipi per parlare dell’uomo, il supereroe e i suoi antagonisti ne Il Cavaliere oscuro sono due facce della stessa umanissima medaglia. Batman, non dimentichiamolo, a differenza di altri supereroi non ha poteri sovrannaturali, non viene da un altro pianeta e non ha subito mutazioni; tutto quello che fa lo deve alla scienza e alla tecnologia che, da miliardario, può permettersi. Joker punta proprio su questo, e sembra continuamente “tentare” un Batman sempre più solitario e scoraggiato: «Non voglio ucciderti – dice a un certo punto Joker – tu mi completi». Joker vuole che anche Batman scelga il caos, ben sapendo che il super eroe è un uomo; e quanto può resistere un uomo al Male?

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Il Bardo

Intervista a cura di Valerio Coppola e Carlo Coratelli
Traduzione a cura di Andrea Cassola

Italian version

Come sei stato coinvolto in questo progetto?

Ho lavorato con la Warner Bros. per molti anni, avendo composto più di 50 episodi di “Xiaolin Showdown” e la prima stagione e il tema di “Johnny Test”. Quindi sono stato avvicinato l’anno scorso per provarci con “Justice League: The New Frontier”. Ho avuto l’ingaggio e durante il lavoro sulla serie animata Bruce Timm mi ha chiesto di lavorare su “Batman: Gotham Knight”.

Oltre a te, hanno collaborato a “Batman: Gotham Knight” altri due musicisti (Robert J. Kral e Christopher Drake), che hanno scritto le musiche di altri segmenti del cartoon. Vi siete sentiti tra di voi durante la lavorazione o ognuno ha lavorato in proprio?

Abbiamo lavorato separatamente sulle nostre parti con Bruce Timm come referente a cui rivolgerci in caso di richieste o problemi. Bruce è stato quello con cui ci siamo seduti a guardare il film, quello che ha deciso quali parti assegnarci. Poiché “Batman: Gotham Knight” è composto da 6 diverse storie fatte da diversi registi e case di animazione, è sembrato logico avere tre diverse voci a comporre la colonna sonora.

C’è un tema principale che doveva essere usato, o meglio citato, con variazioni o accenni, in tutti i brani o no?

Ce n’è uno all’inizio del film che è stato composto da Christopher Drake, ma non è mai stato ripreso o portato avanti.

Prima di questo lavoro, avevi già familiarità con il personaggio di Batman? Avevi già in mente che tipo di sonorità e di sensazioni avresti cercato, o è stato un processo più complesso?

Come la maggior parte degli americani sono cresciuto guardando le varie incarnazioni di Batman. Inoltre ho musicato molte scene con Batman in “Justice League: New Frontier”. Le loro storie individuali hanno avuto un grande impatto su di me e su come ho deciso di affrontare le musiche e i temi che uso per Batman. Non volevo cercare di ripetere cose già fatte in passato, preferendo fare qualcosa che sentissi originale e proveniente dal mio istinto.

Per quanto riguarda le musiche, avete cercato una differenziazione netta dai precedenti prodotti d’animazione legati a Batman?

Sì, come ho detto prima, questo Batman è così diverso dagli altri che abbiamo visto, che ho sentito la libertà di andare oltre quello che ci si potrebbe aspettare da un compositore al lavoro su un prodotto batmaniano.

Le musiche da te composte richiamano in qualche misura quelle di “Batman Begins”, o di “The Dark Knight”? Come vi siete mossi in relazione ai due film?

Dal punto di vista della colonna sonora, ho usato elementi d’orchestra ma in un modo più organico e trattato. La musica non è solo orchestrale o elettronica, è una combinazione delle due, così come aggiungere elementi di world music.

Ci sono strumenti in particolare che hai usato per le musiche di questo film? Se sì, quali?

Ho usato il Mac con Digital Performer e il PC con Kontact 2 e Gigastudio. Possiedo molte librerie di samples e anche una mia personale. Per Batman ho creato suoni elettronici e naturali originali, colpi e loops, in modo che il mio contributo al film fosse al 100% originale. Aiuta molto il processo creativo realizzare prima elementi che agiranno all’interno della colonna sonora e poi musicarla con elementi originali.

Sempre in relazione al tono dei film, e quindi presumibilmente anche di “Gotham Knight”, i toni delle musiche vogliono richiamare atmosfere oscure e gotiche, o si concentrano maggiormente sulla resa dell’azione?

Posso parlare solo per i miei due pezzi, “Crossfire” e “Working Through Pain”.
Entrambi sono molto suggestivi, e nel caso di “Crossfire” l’atmosfera è molto dark e spigolosa. “Working Through Pain” è un po’ più dialogante e parla di Bruce che cerca di affrontare la lotta interiore col suo dolore. Bruce è in India dove trova una donna che pensa possa aiutarlo. La mia musica, per questa sequenza è molto eterea, melodica e ispirata all’India.

Hai dei collaboratori che ti hanno aiutato in questo progetto? Se sì, ce ne puoi parlare?

No, il progetto è 100% farina del mio sacco. Un grosso ringraziamento però va a Chris Bleth, che ha suonato tutti i fiati etnici.

In passato hai realizzato le musiche di altri film a cartoni animati, come “Justice League: New Frontier”. Che differenza vi è stata tra questi ultimi e il cartoon di Batman?

“Justice League” era ambientato tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60 e i produttori volevano un suono del periodo, così ho lasciato che la musica si ispirasse a Bernard Herrmann. Il progetto di Batman si svolge in tempi moderni, così sono stato libero di introdurre tecniche compositive moderne e di avere una colonna sonora più simile alle attuali. Batman mi ha permesso anche di essere più sperimentale e di provare cose differenti.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

La mia colonna sonora per il videogame di “Kung Fu Panda” è appena terminata. Sto lavorando su una campagna pubblicitaria inglese, sono alle prese con vari progetti di animazione e comincerò il prossimo mese due giochi sui supereroi che non sono ancora stati annunciati ufficialmente. Tenete d’occhio il mio sito per ulteriori news.


English version

How did you get involved in this project?

I have been working with Warner Brothers for many years having composed 50 + episodes of Xiaolin Showdown and the first season and theme of Johnny Test. I was then approached last year to try out for Justice League: The New Frontier. I got the job and during my work on that animated feature Bruce Timm asked me to work on Batman: Gotham Knight.

Beside you, other composer collaborated on Batman: Gotham Knight (Robert J. Kral and Christopher Drake) and wrote music and parts of the cartoon. Did you have contact during the making of or did you all work on your own?

We all worked separately on our segments having Bruce Timm the
executive producer as our go to guy in case we had questions or thoughts on the scores. Bruce was the one we sat down and spotted the film with and he was the one who decided which segments of the film we were to score. Because Batman: Gotham Knight is 6 separate stories done by different directors and anime houses it seemed logical to have 3 different voices in the scoring of the film.

Is there an original theme that had to be used or cited with variations or hints in the pieces?

There is a short theme at the beginning of the film that was composed by Christopher Drake but it was never ment nor was it carried out throughout the film.

Before this work did you have familiarity with the Batman character? Did you yet have in mind what kind of sonority and feelings to look for or has it been a more complex process?

Like most of America I grew up watching and seeing the various incarnations of Batman. Also, I scored many scenes with Batman in Justice League: The New Frontier. The segments and their individual stories and plots had much more impact on me and how I chose to approach the themes and sounds I used for Batman. I really didn’t want to try to repeat things that have been done in the past preferring to do something I felt was original and from my own instincts.

About music scores, did you look for a clear differentiation from the previous Batman animated works?

Yes, like I mentioned previously, this Batman is so different from others we have seen that I felt the freedom to go beyond what may have been typically expected from a composer working on a Batman franchise.

Your music scores recall somehow Batman Begins ones or Dark Knight ones? How did you relate to those movies?
From a score standpoint I relate to them in that I used orchestral elements but in more organic and processed ways. The music is not just orchestral or just electronic its a combination of the two as well as adding world music elements to the music.

Is there any particular tool you used for the score? If yes, which ones?

I use Mac’s for my sequencing favoring Digital Performer for recording and PC’s using Kontact 2 and GigaStudio. I own samples from many libraries as well as having my own sample library. For Batman I created all original electronic and organic sounds, hits and loops so that my contribution to the film was 100% original. It really helps the creative process to first create elements that will
work within your score and then to score it with those original elements.

About the mood of the film, and likely of Gotham Knight´s, do the score tones recall dark and gothic atmospheres, or do they focus more on the action?

I can only comment on my two segments “Crossfire” and “Working Through Pain”. Both the segments I scored are very moody and in the case of “Crossfire” is very dark and angular. “Working Through Pain” is a bit more dialogue heavy and deals with Bruce trying to work on his internal struggle with pain. Bruce is in India where he finds a woman who he think can help him. My music for this segment is much more ethereal, melodic and Indian inspired.

Did you have collaborators helping in this project? If yes, can you talk about them?

No, this project was 100% my writing. A big thank you goes out to Chris Bleth who played all the ethnic woodwinds.

In the past you realized music for other animated features, such as “Justice League: New Frontier”. What is the difference between these and the Batman cartoon?

Justice League was set in the late 50’s early 60’s and the producers wanted a period sound to the music so I worked on having the music have a Bernard Herrmann inspired score. With this Batman project it took place in a modern world so I was free to introduce modern scoring techniques and have the music feel more like current scores. Batman also allowed me to be more experimental and try different things.

What are your future projects?

My score for the Kung Fu Panda video game was just released. I am working on a British Ad Campaign, I am up for various animated projects and starting two superhero games next month that have not yet been formally announced. Check out my webpage at http://www.kevinmanthei.com for music, credits, soundtracks and news.
Thanks for reading everyone!

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Il Bardo

Fonte comicsblog
Superman – Man of Style è il concorso per disegnatori e creativi lanciato da Project Rooftop. Obiettivo del contest: ridisegnare la tuta di Superman in occasione del suo 70esimo compleanno. Sono stati selezionati i finalisti del concorso: potete vedere gli altri stilosissimi Superman nella gallery che si trova dopo il Continua. Qual’è il vostro costume preferito?

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Il Bardo

Ok … dopo innumerevoli post e immagini su Batman Dark Knight, vediamo di sviscerare un po’ anche l’ultimo gioiello di Guillermo del Toro ….


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{6 Luglio, 2008}   Hellboy 2 The Golden Army

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Il Bardo

Fonte Fantascienza.com
Quattro anni dopo il primo film, Hellboy torna al cinema ed è più ‘in forma’ che mai.

Divertente, visionario ed intelligente, il secondo capitolo delle avventure del personaggio creato da Mike Mignola brilla per la notevole forza visiva e per il grandissimo humour della sceneggiatura scritta da Guillermo Del Toro.

Sotto il profilo della composizione delle scene e della regia, Hellboy 2 — The Golden Army dimostra (qualora ce ne fosse ancora bisogno dopo Il Labirinto del Fauno) come e perché il cineasta messicano davvero sia pronto (e probabilmente la scelta migliore) per girare i due film di Lo Hobbit.

Hellboy 2, infatti, porta lo spettatore a confrontarsi con una storia dal sapore arcaico, che affonda le radici in un passato remoto di cui gli uomini, però, non hanno più memoria. Una favola che apre il film e viene raccontata in una notte di inverno degli anni Cinquanta al piccolo Hellboy dal professore Bruttenholm di cui John Hurt riprende il carisma.

Molti millenni fa, il Re di un popolo guerriero costruì un esercito dorato di automi imbattibili che massacrarono gli esseri umani. Gli uomini, così, sottoscrissero una tregua nei confronti del sovrano che lasciò addormentare per sempre la sua armata in cambio della fine, da parte dell’umanità, dell’aggressione nei confronti della Natura.

Oggi, però, che l’umanità ha dimenticato il patto, sfidando apertamente suo padre, il principe Nuada decide di risvegliare l’esercito e conquistare il pianeta in nome della Natura.

Sulla sua strada si ‘erge’ Hellboy, l’ex piccolo diavolo trovato in Scozia ancora bambino e diventato un inatteso difensore degli uomini, amante dei sigari, dei gatti e perdutamente innamorato della sua compagna Liz Sherman.

Insieme a lui Abe Sapiens, la strana creatura che con il demone è il cuore pulsante della divisione segreta del governo americano dedicata al paranormale e pronta ad intervenire nei momenti di maggiore bisogno.

E’ questo insolito terzetto, sulla carta, diretto da Tom Manning interpretato da un sempre straordinario Jeffrey Tambor a dovere combattere la guerra contro Nuada. Ad aiutarli, c’è anche la gemella, la principessa Nuala in contrasto con l’idea del fratello di sconfiggere gli esseri umani.

Pieno di momenti di commedia pura e di tantissime concessioni al cinema di genere (horror incluso) Hellboy 2 — The Golden Army è un film estremamente godibile dove il fascino dei personaggi del fumetto è reso al meglio da Del Toro che, soprattutto nelle sequenze del cosiddetto mercato dei troll sembra volere fare il verso al primo Guerre Stellari.

Costruito su dialoghi molto divertenti e riusciti, il film attinge la sua grande forza soprattutto nella qualità della produzione che pur essendo più ricca e sontuosa rispetto a quella del primo capitolo, massimizza il risultato concentrandosi sull’elemento umano dei personaggi, mostrandocene vizi, vezzi e lacerazioni interiori.

Un ulteriore plauso va anche a Ron Perlman, attore perfetto per il ruolo di Hellboy che viene reso in maniera ’supercool’: pacato, mai sopra le righe e decisamente pertinente al suo sviluppo psicologico e caratteriale.

Strepitosa la sequenza in cui Hellboy incontra l’angelo della Morte: al di là della sua forza visiva e dai toni gotici di questa sequenza, è la sua drammaticità che rimanda ad un nero futuro a conquistare il pubblico.

In questo senso, Hellboy 2 — The Golden Army è anche la dimostrazione di come il cinema di genere, diretto da autori dello spessore di Del Toro possa diventare terreno fertile per la creazione di piccoli e grandi capolavori.

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