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Il Punitore degli esordi si è evoluto,
è stato man mano caratterizzato da autori, sia psicologicamente
che caratterialmente, e uno dei principali artefici della nuova
primavera del personaggio è lo scrittore Garth Ennis che a suo
dire si è molto divertito. Con questi presupposti comincia
l’insolita avventura a Miami per il Punitore. Gli appassionati
della serie, i fan più duri o i cinefili più incalliti
sicuramente ricorderanno che proprio questa città è stata
usata come location del primo film dedicato a Frank Castle e diretto da
Jonathan Hensleigh; in dirittura d’arrivo l’atteso sequel
anche se con inatteso cambio di attore protagonsita. Frank Castle va
dunque “in vacanza” a Miami ma non per svago, la sua missione di
fatto è un continuo work in progress. Questa volta i suoi
obiettivi sono i pezzi grossi della Dynaco Incorporated, i cui piani
per arricchirsi sono destinati a causare migliaia di vittime. Punisher
contro speculazione finanziaria dunque, un aspetto inedito, un nuovo
tipo di avversario per il Punitore che nel corso degli anni ha
combattuto contro mafia, corruzione, spaccio, prostituzione,
neonazisti, super criminali e polizia. Ai testi l’osannato Garth Ennis e ai disegni Goran Parlov, chiamato per questa nuova via del Punitore. Ennis
e Parlov dunque per l’ottavo numero della serie Max, serie che
finora ha accontentato i palati forti dei Marvel fan e dei neofiti che
hanno da subito potuto apprezzato l’estrema realtà e la
crudezza delle storie di Ennis. Negli anni in cui ha scritto le
avventure del Punisher, ha introdotto innumerevoli personaggi. Quando
lo scrittore irlandese ha cominciato a occuparsi delle storie di Castle
ha da subito vilipeso il codice super eroistico più ortodosso e
sconvolto il suo ambiente, arrivando a usare una delle icone sacre,
l’Uomo Ragno, come scudo umano contro il Russo, grottesco super
villain inventato dallo stesso Ennis. Ma strada facendo è
nata la collana Max dove violenza e iper realismo la fanno da padrone e
così accantonato il grottesco, Ennis introduce un criminale
folle e violentissimo. Il suo nome è Barracuda. Goran
Parlov, il disegnatore, è in realtà una vecchia
conoscenza per i lettori bonelliani avendo già prestato le sue
matite a Ken Parker; ora è chiamato a rendere credibili
graficamente le vicende di uno dei personaggi più violenti e
cinici del comic doom mondiale. Il Punitore scopre la lotta di
classe e ha così nuovi nemici sulla sua strada: le speculazioni
economiche e i cani da guardia del padrone. Nella serie Max, per
adulti, the Punisher ha sconfitto anche la continuità, gli
eventi sono slegati dal monoblocco magmatico della granitica storia del
personaggio eogni albo è di per godibile come lettura a parte,
un vero e proprio successo. Tutto ciò permette a questa
“nuova costola” del Punitore di affrontare temi reali con violenza da
Pulp magazine e allusioni sessuali impensabili in una “regolare” serie
Marvel, tutte cose che in questo volume balzano subito agli occhi del
lettore. L’avventua di Barracuda potrebbe anche essere considerata come
parabola del tradimento, tradimento inteso in tutte le sue
sfaccettature: a partire da quello matrimoniale, per arrivare a parlare
di di amicizia o di affari (compare anche un esplicito tradimento
sessuale) Barracuda è un cattivo, senza sfumatore di grigio,
ma è uno di quei cattivi che puoi incontrrare nella
reltà: tutto quello che fa lo compie solamente per soddisfare la
sua fama di denaro e di divertimento. Fin dal principio si rivela un
ostacolo duro per il Punitore, tant’è che gliele suona di santa
ragione prendendolo pure a calci nelle parti basse. Ma la vendetta
è un piatto che Frank Castel conosce fin troppo bene:
così risalendo dal fondo in cui il nero Killer l’aveva gettato
si organizza per presentare il salato conto al nuovo predatore giunto
in città. |
Riportare in auge un personaggio bistratto da
sempre come il Punitore non è stata cosa semplice ma Ennis (lo
stesso che ha contribuito a rendere grande Costantine sulla serie di
Hellblazer) ci è riuscito in pieno. Ha
rimodellato in maniera perfettamente credibili un personaggio psicotico
come Castle che non è più quello di intere tavole
riempite da suoni di mitra e da onomatopeici “Budda Buda Budda Budda
Budda” (e chi ha seguito l’evoluzione del personaggio nel tempo sa bene
di che cosa si stia parlando). Ennis, demiurgo disincantato ha reso
3D un personaggio che troppe volte in passato è stato reso
piatto dalla sua folle sete di vendetta. I gesti e le parole del
Punitore risultano qui credibilissimi. Qui è ben supportato
da quel talento di Goran Parlov, artista che non sbava nel tratto e che
aiuta a rendere iper dinamica e sincopata l’evolversi della vicenda. Solo meriti per questo albo dunque? Se
propiro si vuole trovare una pecca all’architettura di questa saga
è la linearità, la velcità iper dinamica con cui
tutta la vicenda si risolve. L’introspezione dei personagig è
affidata alle loro battute, sta al lettore capire veramente con chi ha
a che fare, non si sono nuvolette pesanti o didascalie esplicative. E
l’azione è frenetica è convulsa. Proprio come nella
realtà, in fondo un Killer non perde tempo di sicuro a parlare
con la sua vittima, esegue e scappa proprio come questo albo che si
lascia leggere in un baleno. |